Triglie croccanti con pomodoro dolce e olive

Ciao a tutti,non sono scappata,solo concessa una piccola breve vacanza in famiglia,mordi e fuggi purtroppo,ma meglio di niente.Innanzi tutto do il benvenuto ai miei nuovi amici,sia quelli che si sono soffermati che a quelli che sono di passaggio.oggi ho pensato di lanciarvi questa ricettina sfiziosa,sia come stuzzichino finger o anche come un antipasto che aprirà lo stomaco ad una cena a base di pesce.A me personalmente la triglia non mi fa impazzire,però se trattata in un certo modo e cucinata con creatività diciamo che può anche piacermi,voi che ne pensate di questo pesce?

Questa è una ricetta che ho ripescato nel vecchio blog…reciclo creativo dai!!!!

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foto “Punto e a capo”

Ingredienti:

– Filetti di triglia fresche sfilettate e spinate

– Pane grattugiato

– uovo intero

– olio d’arachide per friggere

– pomodori ramati

– olive verdi snocciolate

– olio evo

– zucchero

– sale

– spicchio di aglio

– un limone non trattato

In una pentola portare ad ebollizione dell’acqua,prendere i pomodori,incidere la pelle e sbollentarli nell’acqua per alcuni secondi,scolarli e tuffarli in acqua ben ghiacciata,spellarli,dividerli in quattro parti ed eliminare i semi,ridurre la polpa in piccoli cubetti.

In un tegame scaldale qualche cucchiaio di olio,insaporirlo con lo spicchio di aglio,unire le olive tagliate a pezzetti,il pomodoro,soffriggere per qualche minuto,salare e aggiungere un pizzico di zucchero,alzare la fiamma per qualche secondo e fare caramellare leggermente.

Impanare i filetti di triglia,se occorre tagliarli a metà in modo da ricavarne dei piccoli bocconcini,con l’uovo sbattuto e il pane grattugiato e friggerli in olio ben caldo fino a che sono ben dorati.

Scolare su carta assorbente e salare leggermente.

In piccole ciotoline,o sul fondo di un piatto disporre il suchino di pomodoro e olive,disporre sopra alcuni pezzetti di triglia e terminare con una grattata di buccia di limone,decorare a piacere con foglioline di prezzemolo.

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foto “Punto e a capo”

 

 

 

Vi piace l’idea.

Buona serata

 

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Biscotti al limone

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Stagione di limoni,quelli belli,quelli colti dall’albero e utilizzati subito,dal profumo inebriante,invitante….e dunque perché non fare due biscottini?
Ho deciso,a differenza di quello che facevo nel mio vecchio blog di pubblicare anche le ricette che provo e che trovo in altri bellissimi blog e in altrettanti interessanti libri,prima non lo facevo quasi mai,perché mi sembrava di “appropriarmi” di idee altrui,ma aprendo la mente ora vedo diversamente questa cosa,penso che se con rispetto si citano le fonti,non può essere altro che uno scambio di idee e condivisione, con la speranza ovviamente di ricevere lo stesso trattamento.
Io ho trovato questa ricetta qui,subito mi è venuta voglia di provarla,perché l’aspetto ha conquistato i miei occhi,poi devo dire che il sapore ha superato qualsiasi aspettativa.
Dunque ecco,pochi ingredienti per un connubio che diventerà delizia pura.
100 GR burro a temperatura ambiente
110 GR zucchero semolato
un uovo
la buccia grattugiata di un grosso limone non trattato
il succo di mezzo limone
250 GR farina 00
1/2 bustina di lievito per dolci
un pizzico di sale
zucchero a velo q.b.
Con le fruste elettriche montare il burro con lo zucchero,aggiungere l’uovo,il limone (succo e buccia),la farina setacciata con il lievito e infine il sale.
Porre l’impasto in frigorifero a riposare per almeno un’ora.Trascorso questo tempo con l’aiuto di un cucchiaio prelevare delle cucchiaiate di impasto e formare delle palline della grandezza di una noce.Tuffarle in una bacinella con lo zucchero a velo e arrotorarle bene in modo che ne siano completamente ricoperte.
Disporle su una teglia ricoperta con carta da forno,leggermente distanziate tra loro e cuocerle in forno caldo ventilato a 180° per 10/15 minuti.
Vedrete mentre cuociono che bella crosticina che formeranno,croccante e deliziosa una volta raffreddati.
Si possono poi conservare in una bella scatola di latta,oppure potete incartarli e regalarli,comunque vedrete che avranno vita breve,ma solo perché uno tira l’altro.
Bacio

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Miso,qualche curiosità

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Eccoci qua,come promesso vorrei in questo blog approfondire alcuni argomenti particolari,raccogliendo notizie e riportando anche articoli trovati su libri e/o riviste,in modo che possano essere utili a chi passando di qua si pone quesiti su ingredienti non di uso comune,cioè che normalmente non fanno parte della tradizione culinaria italiana.
Collegandosi con il mio ultimo post,vorrei scrivere due cosine sul MISO,ingrediente dal nome buffo,ma dal sapore sorprendente.
Si tratta infatti di una pasta fermentata di soia,molto usata in Giappone.Ce ne sono vari tipi e ogni regione ha la sua specialità. Generalmente ne esistono tre tipi detti “di base”:il “mamemiso”preparato solo con soia fermentata,il “komemiso” a base di soia e riso e il “mugimiso” fatto di soia e orzo.La maggior parte del miso prodotto è quello di soia e riso.Si possono differenziare poi per il colore,un tipo è chiaro e dal sapore più dolciastro chiamato “shiromiso”o miso bianco e uno più scuro e salato,chiamato”akamiso” ovvero miso rosso,in realtà si riconoscono il primo per una tonalità giallastra e il secondo per un colore tendente al marrone.
Questa speciale pasta di soia,oltre che essere usata per preparare la zuppa di muso,viene impiegata per la preparazione di verdure,pesce carne e altri alimenti,usata come un vero e proprio condimento,infatti se la si utilizza come tale non bisogna utilizzare il sale,dato che il muso ne è già ricco.
Un’altra accortezza è quello di non farlo mai cuocere con gli altri ingredienti,ma di aggiungerlo solo al termine della cottura dopo averlo stemperato con un po di acqua tiepida,si eviterà così di vederlo separarsi dal resto della preparazione.
Spero che queste piccole dritte possano esservi utili o per chi non ha mai usato questi particolari ingredienti che sia uno stimolo per farlo.
Katia
Fonte: La cucina del mondo “Giappone” ,Vallardi  industrie grafiche

“Zuppa di miso” a modo mio

 

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puntoeacapo “zuppa di miso”
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puntoeacapo “zuppa di miso”

Ci sono volte che mi chiedo perchè sono tanto innamorata dei sapori orientali e riflettendo bene e ripercorrendo le tappe della mia vita capisco che ogni sapore è legato ad un viaggio,condiviso con persone che amo e quindi legato a dei ricordi indissolubili.

Ecco allora che riscopro il Giappone in questa zuppa,il sapore dolciastro del miso e quello salino delle alghe mi riportano al lontano 1996 e ad un bellissimo viaggio di lavoro vissuto però con gli occhi di una ragazzina,golosa ed entusiasta di assaporare attraverso il cibo un Paese così fino ad allora irraggiungibile.

l’idea in questo blog è anche quella di approfondire la scoperta di alcuni alimenti,una sorta di rubrica a parte,magari con uno scambio di esperienze con voi. Ma veniamo alla ricetta per la zuppa di miso.

Vi servirà:

olio evo sedano,carote,zucchine,porri,germogli di soia in proporzioni variabili

acqua

miso rosso

alghe wakame

tofu

In un wok ho scaldato due cucchiai di olio evo,se volete fare le cose per bene si può usare l’olio di sesamo,a me non fa impazzire,dunque se posso lo sostituisco con quello evo,a questo punto ho aggiunto le verdure tagliate in julienne,carota,sedano,zucchina e porro e i germogli di soia e le ho fatte saltare fino a che sono ben appassite.Ho aggiunto poi dell’acqua calda,a coprire e superando le verdure di un paio di centimetri,ho fatto sobbollire per una decina di minuti.In una ciotolina ho messo un cucchiaio di miso per ogni commensale e l’ho stemperato con un po di liquido della zuppa caldo,lo si aggiunge poi nel wok.Tolta la zuppa dal fornello ho lasciato riposare per qualche minuto ed ho poi aggiunto qualche alga wakame sciacquate e messe anch’esse in acqua fredda a rinvenire.

A questo punto si assaggia e se occorre si aggiusta di sale. Ho servito la zuppa in ciotoline bianche con l’aggiunta di alcuni pezzetti di tofu spadellati leggermente in una padella antiaderente. Allora pronti a nuovi sapori?

cominciamo così “Polentina di mais bianco,cime di rapa e totani saltati con pomodorini”

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Ciao a tutti,piacere di conoscervi….sempre io Katia,però nuova piattaforma,nuovo blog e spero nuove cose….qualcuno dirà “eccola di nuovo”ed ha ragione,ma per motivi di sicurezza ho dovuto chiudere il mio nuovo/vecchio blog,ed ho perciò deciso,visto che ci sono di provare su un’altra piattaforma,giusto,sbagliato,boh!!!,proviamo e basta!

Questo per me è un anno particolare,mi sono prefissata tanti nuovi inizi,dopotutto sono passati 40 bellissimi anni,ne vorrei passare altrettanti,concentrandomi un po di più sulle cose che mi piacciono,vivendo più alla giornata e più semplicemente possibile,se ci riuscirò lascerò fuori dall’uscio di casa quanti più problemi e cose stressanti possibili e mi concentrerò a vivere con serenità.

Una delle cose che farò in questo blog sarà,dove possibile,evitare di mettere dosi,pesi e misure nelle ricette,ovvio non quelle di pasticceria,per cercare di stimolare in ogni uno di voi tutti i sensi,prima di tutto l’istinto.

Mi limiterò a raccontarvi come ho eseguito io la ricetta,indicandovi gli ingredienti,ma non i pesi,perchè deve essere soggettivo vostro e piacere vostro aggiungere o togliere in base a quello che vi dice l’istinto….una sorta di gioco sfida,in modo che veramente possiate poi dirmi cosa è uscito dalle vostre mani.

Dunque iniziamo.
Vi servirà:
farina di mais bianco
totani freschi
cime di rapa
olio evo
aglio
peperoncino fresco
pomodorini pallino

In un pentolino ho preparato la polentina di mais bianco,procedendo con le indicazioni della confezione,dunque cuocendola per una quarantina di minuti.

Nel frattempo ho pulito i totani,privandoli della pelle e incidendo il dorso in modo che durante la cottura prendano quella bella forma a losanghine.

Ho poi pulito le cime di rapa,lavandole accuratamente e le ho leggermente scottate in acqua salata per pochi minuti.

In un tegame basso ho fatto scaldare dell’olio evo e ho insaporito con uno spicchio di aglio in camicia e del peperoncino,ho strizzato le cime di rapa e le ho fatte saltare,salando.

Lo stesso ho fatto con i totani,ho fatto scaldare dell’olio evo con uno spicchio di aglio,qui non ho messo peperoncino per non esagerare,quando era tutto ben caldo ho aggiunto i totani e dei pomodorini spaccati a metà ma non divisi,ho salato e ho cotto il tutto per non più di cinque minuti,onde evitare l’indurimento dei totani.

Ho impiattato mettendo sul fondo un mestolo di polentina di mais bianco,un nido di cime di rapa e per finire i totani con i suoi pomodorini  e un po di intingolo che si è creato in cottura.

Buon esperimento!!!